In questi giorni, sia in Italia che in Europa, si parla dell’opportunità di tassare gli “extra profitti” generati dal “caro petrolio”, analogamente a quanto si è discusso sui profitti delle imprese farmaceutiche nell’era COPVID 19. Ora, però, ci si chiede soprattutto come calcolare, o definire, tali eventuali imponibili; ci si chiede se l’extra sia la differenza fra i profitti realizzati e quelli “normali”, ma, così, si ritorna accapo: quali sono quelli normali? Quelli medi degli ultimi anni? Ma medi di chi? Della singola impresa, del settore, della filiera, o di che altro?