Anatocismo ed usura nei mutui. Profili civilistici: alla ricerca di un linguaggio comune tra matematica e diritto.
Pubblicato il 30/06/20 02:00 [Articolo 973]
di Graziano Aretusi, Carmine Mario Germinara, Laura Germinara, Carlo Mari, Matteo Nerbi, Domenico Provenzano, Michele Sirgiovanni, Bruno Spagna Musso


Graziano Aretusi (PhD in Statistica Applicata, Università degli Studi “G. D’Annunzio”, CH-PE, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Carmine Mario Germinara (Presidente ASSUBA, Commercialista, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Laura Germinara (Dottore Commercialista in Prato, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Carlo Mari (Professore Ordinario di Matematica Finanziaria Università degli Studi “G. D’Annunzio” CH-PE), Matteo Nerbi (Avvocato del Foro di Massa Carrara), Domenico Provenzano (Magistrato Civile Tribunale di Massa), Michele Sirgiovanni (Magistrato Civile Tribunale di Prato), Bruno Spagna Musso (Avvocato, già Magistrato e componente Sezioni Unite della Corte di Cassazione).

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Sul regime composto e sul regime semplice e sul concetto di anatocismo - 3. Sul principio di equità (o equivalenza) nelle operazioni di scambio - 4. Sulle condizioni che devono essere indicate in contratto: sulle attività condotte dal bancario nella fase di progettazione e dal tecnico nella fase di verifica dell’operazione di scambio - 5. Sui piani di ammortamento in regime composto degli interessi - 6. Sul TAN e sul TAE in regime composto e in regime semplice - 7. Sugli effetti dell’anatocismo sul TAEG e sul TEG - 8. Sul riconoscimento dell’anatocismo giuridico attraverso la conoscenza del regime finanziario - 9. Sulle implicazioni notevoli e sui principi generali e costituzionali

1. Introduzione. La questione dell’anatocismo bancario nei prestiti a rimborso graduale è un tema di grande attualità ed è materia di un vivo dibattito. Una serie di questioni che riguardano gli aspetti concettuali e terminologici e gli effetti che i differenti regimi di interessi comportano sull’operazione, sono state oggetto di diversi giudizi di merito. La materia, cioè, non può prescindere da uno studio approfondito delle questioni matematiche e tecniche, che devono necessariamente ritrovare una loro dimensione nel fatto giuridico.
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